Waiting for Gateau



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Poichè in fondo all’anima egli sentiva che tutto il sogno della sua vita fino a quel giorno, tutto quello in cui aveva creduto, a cui si riteneva destinato e chiamato, era stato compromesso alla radice dallo sguardo di quegli occhi scuri.

(H Hesse, Narciso e Boccadoro)

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The ABC of Architects

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(…) Mi sembrava di avere le idee così chiare. Volevo fare un film onesto, senza bugie di nessun genere. Mi pareva di avere qualcosa di così semplice, così semplice da dire. Un film che potesse essere un po´ utile a tutti, che aiutasse… a seppellire per sempre tutto quello che di morto ci portiamo dentro. E invece io sono il primo a non avere il coraggio di seppellire proprio niente. Adesso ho la testa piena di confusione. Questa torre tra i piedi… chissà perché le cose sono andate così. A che punto avrò sbagliato strada? (…) Tratto da un monologo di Guido, il regista protagonista in “8 1/2” di Federico Fellini (1963)
[…] L’altra sconvolgente scoperta che l’uomo del sottosuolo si appresta a fare, nel momento in cui getta uno sguardo nella propria interiorità, è di accorgersi che lì convivono i sentimenti più contrastanti: dietro la santità si cela il diabolico, accanto alla purezza dei sentimenti più onesti crescono i “fiori del male” e quanto di più sadico l’uomo possa immaginare.
Aldo Carotenuto I sotteranei dell’anima.
Rafal Olbinski Requiem for birds.

[…] L’altra sconvolgente scoperta che l’uomo del sottosuolo si appresta a fare, nel momento in cui getta uno sguardo nella propria interiorità, è di accorgersi che lì convivono i sentimenti più contrastanti: dietro la santità si cela il diabolico, accanto alla purezza dei sentimenti più onesti crescono i “fiori del male” e quanto di più sadico l’uomo possa immaginare.

Aldo Carotenuto I sotteranei dell’anima.

Rafal Olbinski Requiem for birds.

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Bence Hajdu, from the series Abandoned Old Masters Paintings:

1. Angelico, The Annunciation

2. Jacques-Louis David, Oath of the Horatii

3. Da Vinci, The Last Supper

4. Sandro Botticelli, Annunciation

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A week ago.

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Pencil Shaving Illustrations by Marta Altes

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1 su 10 lettere d’amor è andata, la più difficile.

seiiii il vitelloooo dai piedi di balsaaaa, inventoree di una storia falsaaaa

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Greece by Alfred Pirk
Let’s Travel in Greece

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Greece by Alfred Pirk

Let’s Travel in Greece

[…] anche uno studente alle prime armi si accorgerebbe che è un progetto assurdo per dove è stato concepito. E’ completamente fuori scala con il contesto. Mentre la Soprintendenza, sempre restia a concedere permessi per un qualunque spostamento di apertura in un muro, arriva a definirlo in senso elogiativo “un segno architettonico di enorme valenza”. Disarmante. Dall’assonometria pubblicata si contano 8 piani di costruzione a cui si devono aggiungere 4,50m di base da cui parte l’edificio vero e proprio. Fanno quasi 10 piani . Circa 30 metri di altezza per uno sviluppo di 270 m. Una vera e propria saracinesca visiva sull’inizio della costiera amalfitana per chi percorra il nostro lungomare. La Soprintendenza ha annunciato qualche ritocco. Ma anche con qualche piano in meno il risultato cambia poco. Il progetto è dello spagnolo Ricardo Bofill Anche la forma del crescent non rammaglia in alcun modo la zona di città antica retrostante che anzi volontariamente esclude. Uno stile tipo Versailles con altre due torri in stile agli estremi del semicerchio. Vergognoso. Senza poi contare il nuovo carico urbanistico di abitanti in più e standards in meno per tutta la zona. Senza contare l’abbattimento di 5 platani secolari. Senza contare l’indennizzo per l’esproprio e l’abbattimento dell’Hotel Jolly presente in zona. Senza poi contare le procedure davvero “comiche” per la realizzazione della “piazza”. Terreno demaniale inalienabile ma che il comune, con anticipazioni comunali, ricompra per poterlo vendere poi ai privati. Se il cittadino salernitano voleva una piazza già sua dovrà accollarsi pure la costruzione del palazzone di 10 piani. Incredibile.
Ciliegina sulla torta la dichiarazione del beneamato sindaco, suggestionato forse dallo stile ancien régime, di voler riposare con le proprie ceneri in eterno al centro dell’emiciclo. Fine della comica. Peccato, purtroppo, che di comica non si tratti.”
Edoardo Salzano, urbanista